Articoli in primo piano

Autocertificazione Messa

Ricordiamo ai fedeli della chiesa quanto già unanimemente noto, ovvero che le norme in vigore dal 24 dicembre al 6 gennaio e dal 3 al 5 aprile non limiteranno la libertà di culto (all’interno del proprio comune). Andare in chiesa rimane motivazione legalmente riconosciuta nell’autocertificazione QUI disponibile, ma fornita pure dalle stesse Forze dell’Ordine che controllano. Lo Stato non esonera dal 1° precetto della Chiesa in osservanza del 3° comandamento del Decalogo. Pertanto vi aspettiamo tutti a Messa nel responsabile rispetto delle consuete norme igieniche per il bene proprio e altrui. La mancanza di altri aspetti mondani ci aiuti a concentrarci sull’essenziale significato religioso del Natale e della Pasqua cristiani.

Articoli in primo piano

Norme di comportamento nelle liturgie

Per la responsabile osservanza delle misure di contenimento del contagio prendiamo visione QUI delle norme di comportamento da seguire in chiesa partecipando alle funzioni di culto pubblico.

Biografia G.B. Naselli

Attendiamo il libro di prossima pubblicazione con titolo “Giovan Battista Naselli. Arcivescovo di Palermo tra Regno delle Due Sicilie e Unità d’Italia”.

In copertina è raffigurato il soggetto letterario, l’arcivescovo di Palermo G.B. Naselli, assieme a Vittorio Emanuele II di Savoia e Francesco II di Borbone. I due ultimi monarchi dei regni di Sardegna e delle Due Sicilie, contestualizzano storicamente il protagonista.
Mons. Naselli, ordinato sacerdote all’Olivella (1809), fu padre filippino e preposito della nostra Congregazione, fino all’ordinazione episcopale (1851). In Palermo fu arcivescovo (1853-1870) nel momento nevralgico dell'”impresa dei mille” e nel successivo periodo delle leggi eversive. L’autore con intento biografico descrive i tragici eventi del risorgimento, vissuti in prima persona dal Naselli. Il testo rappresenta quindi un contributo, seppur modesto, al processo di revisione della verità storica sui fatti che portarono all’unità d’Italia, illustrando in particolare l’esperienza di Naselli.

Il libro risulta dallo sviluppo della tesi discussa nel 2014 all’ISSR di Palermo per il conseguimento della laurea magistrale. L’autore Nicolò Lentini oggi è sposato e studia teologia alla Facoltà dell’Emilia-Romagna. Ci congratuliamo con lui, in attesa di leggere il libro che non mancheremo di recensire.

Miscellanea storica – vol. 8

Del gran concetto, che la Città di Palermo formato de’ Padri dell’Oratorio serve per autentica irrefragabile la confidenza, che della loro integrità hanno havuto ne’ loro testamenti i Cittadini più riguardevoli per ricchezze, e per nobiltà, disponendo, che per le loro mani passassero somme considerabili da loro lasciate ò per sussidio di doti di donzelle povere, ò in elemosine, ò pure in altre opere pie.

(Giovanni Marciano, “Memorie historiche della Congregatione dell’Oratorio”, tomo II, Libro V, Capo XXIII, p. 401)

Quando si ritagliava il tempo tra le occupazioni quotidiane per dedicarsi alla stesura dello studio qui presentato, realizzato su carte rimaste chiuse da almeno un secolo e mezzo ad oggi, la coscienza si domandava a chi mai potesse interessare leggere il frutto di questo lavoro. Si tratta a tutti gli effetti di una ricerca storica realizzata di prima mano da Ciro D’Arpa, col commento aggiunto da Corrado Sedda nell’ottica oratoriana, approfondendo inoltre la figura di Camillo Pallavicino. La domanda rimarrà senza risposta finché non lo diranno i laici dell’Oratorio, gli studiosi, i confratelli, i palermitani, cittadini interessati alla storia, amici dei curatori. Ad ogni modo i redattori possono testimoniare che è stato davvero interessante studiare uno spaccato di storia oggi dimenticata. L’intelletto è pur dono dello Spirito Santo e riportare alla luce nel terzo millennio le informazioni registrate in documenti redatti quattro secoli fa, per noi desta stupore non inferiore a rinvenire un reperto sotterraneo. Se poi la storia descritta nelle carte giunge fino alla nostra epoca contemporanea, l’interesse che suscita non è più solo romanzesco. Crediamo infatti che la storia sia maestra per poter vivere il nostro presente, quando mette in luce il ruolo svolto dai padri filippini di Palermo, a beneficio della collettività nella quale si radicavano. Il volume 8° di Miscellanea storica dell’Oratorio di Palermo presenta concretamente l’elenco dei lasciti testamentari alla Congregazione, dall’inizio della sua storia (fine ‘500) sino all’anno 1795. Scopriamo così i benefattori della Congregazione, ovvero i fedeli defunti più vicini ai padri filippini, più i vivi beneficati dalla loro carità in pensioni, o doti per sposalizio e monacato, sussidi.

Il lavoro apostolico dei padri dell’Oratorio di Palermo, nell’arco vitale della Congregazione sino ad oggi, si è svolto in ambiti diversi. Anzitutto l’ufficiatura solenne della propria chiesa, la predicazione pubblica dei sermoni nell’oratorio grande, l’apostolato di formazione cristiana e assistenza spirituale dell’oratorio piccolo, le attività ludiche e di catechismo alla Villa filippina (sede di diversi movimenti), il lavoro (formazione spirituale) presso il seminario degli albanesi fondato da Giorgio Guzzetta, la confraternita del Signoruzzo, la biblioteca di casa aperta al pubblico. I padri svolgevano il proprio ministero celebrando nelle rettorie limitrofe, ad esempio San Matteo al Cassaro (detta “piccola Olivella” per la sua pianta), assumevano poi incarichi diversi a servizio di istituti religiosi femminili. L’Oratorio dei padri filippini era un punto di riferimento in città per la musica da camera e per quella sinfonica nella liturgia, testimoniata dal corposo “archivio musicale dell’Olivella”. Al lavoro apostolico si aggiungeva la gestione del patrimonio, entro il quale rientrano i legati testamentari oggetto del presente studio.

Nella presente pagina web vogliamo rendere gratuitamente fruibile il testo di questo studio, aggiungendo QUI l’elenco dei contenuti finora pubblicati.