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Nuovi orari chiesa Sant’Ignazio all’Olivella

Si rendono noti QUI i nuovi orari della chiesa in vigore dal 9 dicembre, coi quali si sopprima la Messa feriale vespertina (18:30), tenendo una sola Messa la giorno la mattina (7:50). Rimane invariato l’orario dei giorni festivi.

Intenzioni S.Messe 2022

Il mese di novembre si è aperto nella liturgia celebrando la beata speranza, la nostra fede nella vita eterna, le realtà ultime (morte, giudizio, inferno, paradiso), la risurrezione della carne… Mentre percorriamo in Terra il nostro cammino di santificazione, aneliamo al compimento che troverà in paradiso, come amava dire San Filippo Neri. I santi in cielo costituiscono la Chiesa trionfante che, stando alla presenza di Dio, ne gode la visione e lo loda incessantemente. La gloria futura attende tutti coloro per i quali il Signore ha preparato un posto, perché siamo anche noi dove è lui.

Il Concilio Vaticano II nella costituzione Lumen gentium ha voluto richiamarci ancora l’importanza di attendere lo Sposo con le lampade accese e l’abito nuziale: Siccome non conosciamo né il giorno né l’ora bisogna che vegliamo assiduamente, affinché, finito l’unico corso della nostra vita terrena, meritiamo con lui di entrare al banchetto nuziale (cap. VII, n.48).

Non ci fa male tornare a leggere come il Catechismo della Chiesa Cattolica compendia la nostra fede nella vita ultraterrena: Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del Cielo (CCC n.1030).

Il nostro legame spirituale coi cari defunti rimane vivo nella pietà. Le nostre buone opere, la preghiera, primo per eccellenza il sacrificio eucaristico, sono suffragi che aiutano le anime in via di purificazione. A tale scopo ricordiamo che, dal giorno del nostro battesimo, il Signore ci conosce per nome: “Pippo”, “Ciccio” e “Franco” sono  degni di essere ricordati nel canone della Messa col loro nome proprio. Davanti a Dio, malgrado la nostra pochezza, cerchiamo di adeguarci alla dignità dell’atto di culto.

È disponibile l’agenda dell’anno 2022 per la prenotazione delle Messe.

90° di riapertura

Domenica abbiamo celebrato la solennità di Cristo Re nella quale commemoriamo un evento storico giunto al 90° anniversario.
L’ultima domenica di ottobre dell’anno 1931 (solennità liturgica di Cristo Re nel vecchio calendario) si svolse tra la chiesa dell’Olivella e il parco di Villa filippina, come una manifestazione che radunò tanti fedeli, tra giovani e fratelli dell’Oratorio Secolare. La racconta p. Giuseppe Timpanaro relazionando al card. Luigi Lavitrano, arcivescovo di Palermo, dopo due mesi di riapertura della casa. Si festeggiava infatti il ritorno dei padri filippini a Palermo, inaugurando un nuovo corso per gli oratoriani nella città. La presenza da allora ininterrotta giunge ai nostri giorni facendo memoria ad ogni anniversario.
I fatti salienti del periodo sono stati già messi in luce nei fascicoli pubblicati e, relativamente al 1931, in Miscellanea storica – vol. 5 Nel presente articolo raccogliamo assieme i personaggi che scrissero quella pagina di storica.

Giuseppe Timpanaro, nato ad Agira il 02/04/1883, fu stretto collaboratore del venerabile Giovan Battista Arista che, insieme al servo di Dio p. Giulio Castelli, aveva a cuore il progetto di una Confederazione degli Oratori. Timpanaro fu tra i più convinti promotori, lavorando alla revisione delle Costituzioni e per il recupero delle Congregazioni morenti o estinte dopo le soppressioni. In tal senso si recò a Palermo su sollecitazione dell’On. Antonino Pecoraro e per incarico del Card. Luigi Lavitrano. La chiusura si ebbe per la destrutturazione dell’Istituto, in seguito alle soppressioni delle corporazioni religiose ad opera delle leggi anticlericali dei Savoia, che bloccò l’ingresso di nuove vocazioni. A Palermo Timpanaro fu il primo preposito della Congregazione ricostituitasi, poiché principale fautore della stessa riapertura, novant’anni fa. Con lui si riavviò l’attività oratoriale e di culto, riorganizzò la vita comunitaria, si recuperarono i beni… Frattanto fu pure attivo animatore dei convegni che negli anni avrebbero portato al Congresso degli Oratori. Il p. Timpanaro profuse le sue energie nella casa di Palermo durante il “ventennio”, la seconda guerra mondiale e gli anni della ricostruzione, fino a spegnersi il 12 febbraio 1953 nella Congregazione di appartenenza ad Acireale.

L’avvocato Antonino Pecoraro (Carini 1871 – ivi 1939) fu deputato del Regno d’Italia per quasi dieci anni in tre diverse legislature, svolgendo l’incarico di sottosegretario al Ministero delle Colonie. Fu legato agli oratoriani dell’Olivella per la stessa famiglia che frequentava la chiesa e l’oratorio. Da notabile nella società palermitana, fu pure partecipe della vita ecclesiale, impegnato in diverse corporazioni laicali. Nel periodo di assenza dei padri rimase lui di fatto prefetto dell’Oratorio Secolare. La fitta corrispondenza epistolare col p. Giuseppe Timpanaro testimonia l’aiuto da lui prestato per il ritorno dei padri. In ambiente ecclesiale e civile fece da tramite a Timpanaro e fu suo migliore collaboratore fino alla ricostituzione della comunità oratoriana.

Luigi Lavitrano nasce in Campania nel 1874 e a 24 anni di età è ordinato presbitero. Sedici anni più tardi ha quarant’anni quando viene nominato da Papa Pio X alla sede episcopale di Cava de’ Tirreni-Sarno e ordinato vescovo. Dieci anni dopo, nel 1924, è elevato arcivescovo di Benevento, ove passerà solo quattro anni, per poi essere eletto metropolita di Palermo e primate di Sicilia. Così a dicembre 1929 Papa Pio XI lo crea cardinale e nel 1939 partecipa al conclave che elegge Pio XII. Trascorsi 17 anni a Palermo, negli ultimi cinque della sua vita Papa Pio XII lo nomina prefetto della Congregazione dei Religiosi in Vaticano.
Il card. Luigi Lavitrano fu partecipe della riapertura della nostra Congregazione di Palermo, della quale nel 2021 ricorre il 90° anniversario. Già in Cava dei Tirreni conobbe i padri filippini – tra cui Timpanaro – e, stabilitosi a Palermo, sollecitò il ritorno degli oratoriani all’Olivella. Il suo decreto del 1° ottobre 1931 riepilogava gli eventi e dava un sostegno morale importante ai padri. Il cardinale Lavitrano si qualificò in tal modo come un protagonista della storia contemporanea della nostra Congregazione. La sua paterna premura verso l’Oratorio si espresse tra l’altro visitando le rovine della nostra chiesa dopo il bombardamento, senza considerare la sua presenza alla traslazione delle spoglie di p. Giulio Castelli, del quale fu penitente, presso la Basilica dell’Olmo.

Il cardinale Alessandro Lualdi, predecessore di Lavitrano, dall’inizio del suo episcopato – durato 23 anni – si era interessato alla ricomposizione dei religiosi in Palermo. Egli nacque a Milano e si formò in Lombardia, per divenire arcivescovo di Palermo a 46 anni di età. Relativamente agli oratoriani Lualdi si interfacciò col p. Cesare Nanni d.O. (di Bologna), il quale nell’arco di dieci anni non giunse ad alcuna conclusione nella ricerca di risorse umane. Lualdi non ebbe parte alla storia per l’inconcludenza di Nanni. Solo grazie al successivo interessamento di p. Giuseppe Timpanaro d.O. (di Acireale) la situazione volse al meglio, col ritorno dei padri all’Olivella e la ripresa dell’apostolato, giunto ora al 90° anno.

CCCX anniversario di dedicazione

A seguito dell’evento tenutosi domenica sera in oratorio, pubblichiamo qui i testi degli interventi esposti da p. Corrado Sedda e l’architetto Ciro D’Arpa. La trattazione è stata allietata da tre brani di musica classica e uno cantato, tutti a sfondo religioso come di seguito descritto.

OBOE sonata in DO (di Antonio Vivaldi)

Nato a Venezia nel 1678. Figlio di Giovan Battista, violinista della cappella di San Marco; nel 1703 fu ordinato sacerdote, certo più per convenienza sociale che per vocazione, tanto da chiedere quasi subito una dispensa dal celebrare messa, adducendo ragioni di salute. Ospite dei maggiori centri teatrali italiani, Vivaldi fu spesso anche all’estero (Praga, Vienna, Amsterdam) e proprio a Vienna lo colse la morte, nel 1741.

ARCHI sonata da camera (di Arcangelo Corelli)

Si formò a Bologna, poi a 18 anni si stabilì a Roma e qui svolse la massima parte della sua attività: presso la chiesa di San Luigi dei Francesi, al servizio del cardinale B. Pamphili dal 1685 al 1689, poi del cardinale P. Ottoboni fino alla morte. Nel 1681 Corelli pubblicò l’opera 1, comprendente, come le successive (rispettivamente del 1685, 1689 e 1694), 12 sonate a tre strumenti: da chiesa nelle opp. 1 e 3, da camera nelle opp. 2 e 4. Si tratta di sonate in cui si è visto rappresentato l’apogeo della sonata barocca.

VOCE Pie Jesu (di Gabriel Fauré)

Francese puro sangue, visse a Parigi, dove fu maestro di cappella (dal 1877) e organista (dal 1896) della chiesa della Madeleine, professore per nove anni e poi direttore per quasi vent’anni del conservatorio. Fauré, che prese parte attiva ai circoli intellettuali della capitale francese, si dimostrò anche valido critico musicale per “Le Figaro” dal 1903 al 1921. Figura tra le più rappresentative della vita musicale del suo tempo, nella sua produzione confluirono i momenti più caratteristici della musica francese fra Ottocento e Novecento.

CEMBALO toccata in LA+ (di Pietro Domenico Paradisi)

Tra le forme musicali del cinque-seicento troviamo la “toccata”. Composizione per strumento a tastiera, che ebbe agli inizi carattere virtuosistico improvvisatorio, assumendo poi forme varie e complesse. Accolse, così, aspetti tipici della canzone e del ricercare, giungendo poi ad articolarsi non più in sezioni concatenate, ma in veri e propri movimenti distinti (in Scarlatti). La toccata ebbe larga fortuna presso gli organisti e clavicembalisti italiani e tedeschi, culminando nella vasta produzione di Johann Sebastian Bach.

Oratorio in musica

Il 21 novembre ricorre la solennità liturgica dell’anniversario di dedicazione della nostra monumentale chiesa di Sant’Ignazio all’Olivella. La ricorrenza che commemora l’evento del 1711 è per noi ancora motivo di giubilo che, oltre le Messe della mattina, ci offre l’occasione per tenere uno dei nostri incontri di oratorio. L’appuntamento è questa domenica 21 alle ore 19:00 presso l’oratorio di San Filippo Neri, adiacente la chiesa di Sant’Ignazio in piazza Olivella. Oltre ai musicisti e p. Corrado, interverrà l’architetto Ciro D’Arpa per illustrare alcune peculiarità della chiesa che gli oratoriani hanno voluto imprimere al proprio tempio.