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Audio – 7° “Pregare Dio per i vivi e per i morti”

Non deve parere strano, se nell’Oratorio frequentemente si odano musicali Strumenti, Canzoni divote, sacre Armonie. Questo fu un ritrovato ingegnoso dell’accorto zelo di S.Filippo non sazio di acquistar Anime a Dio; valersi degli stessi divertimenti, per rendere piacevole ed amabile la Vita Divota, che da’ seguaci del Mondo viene considerata per malinconica ed austera. Lo spirito umano è di natura sua incostante, e difficilmente si arrende a quella Pietà, che abbia solo del serio, del rigoroso, ed a cui niente si tramischi di giocondo e di sollazzevole. Quindi è, che lo Spirito Santo nell’Ecclesiastico dà per consiglio agli uomini maturi, che, dopo aver istruiti i circostanti con opportune dottrine, permettano l’onesto sollievo della Musica, che ha forza di raddolcire le Passioni, e di rendere gli animi più pronti ad abbracciare l’arduo della Virtù.

(“Pregi della Congregazione dell’Oratorio”, Ed. A. Santini & figlio, Venezia 1826, Tomo II, Appendice IV, p. 312)

 

Il desiderio di approfondire il discorso di fede, unito alla passione per il proprio lavoro, che sempre caratterizza un buon musicista, ha portato in gennaio di quest’anno 2020 all’idea di tenere degli incontri secondo il metodo invalso dell’oratorio in musica. Contando di proporne uno al mese, si è pensato a un ciclo di sette incontri da terminare entro l’estate. La sopravvenienza della pandemia ha allungato i tempi, fino ad arrivare solo oggi al termine del percorso. Finché è stato possibile abbiamo voluto ritrovarci in oratorio, ora che la situazione non lo consente più, vogliamo concludere senza lasciare la fine in sospeso.

All’inizio si è ricercato l’oggetto da trattare nella serie di incontri, volgendo l’attenzione ai temi di dottrina cattolica oggi più trascurati. Il numero “settenario” ha suggerito di portare l’attenzione alle opere di misericordia, trovando ispirazione al riguardo nell’esperienze già svoltesi a Roma, dal catecheta don Fabio Rosini e all’Oratorio della Vallicella, parlando nello specifico delle opere di misericordia spirituale.

Gli incontri, in sé piuttosto semplici, si sono realizzati con la collaborazione dei musicisti che da principio hanno promosso l’attività, assieme a lettori che hanno voluto coinvolgersi prestando la voce. Senza aspettative di largo pubblico, con modestia abbiamo cercato di realizzare qualcosa di buono e di “oratoriano”. Abbiamo così accolto all’Oratorio di San Filippo Neri in piazza Olivella nuove persone, quali le Compagni teatrali di Totò Troja e Gaetano Martorana, oltre a Giuseppe Campanella, Caterina Vitale e Giuseppina Tesauro; le competenze semiprofessionali in ambito teatrale o mediatico, hanno favorito l’ascolto di profonde meditazioni. I qualificati musicisti susseguitisi nei mesi hanno offerto della buona musica a chi sapeva apprezzarla e a chi ha imparato a conoscerla; l’arte, della recitazione o della musica, comunica infatti il contenuto in modo coinvolgente per l’uditorio. Nel contesto della movida all’Olivella è risuonata musica classica, per lo più di epoca barocca (o tardo-barocca), la stessa del periodo in cui è nato e si sviluppato l’Oratorio di San Filippo Neri, quindi meglio rispondente alla sua spiritualità. Il canto di altri pezzi lirici invece aveva una datazione più tardiva, afferente al romanticismo. Abbiamo potuto ringraziare Marta Favarò, Carmelo Fallea, Ilenia Zarcone, Bruno Ingargiola, Bendetto e Salvatore Ciringione, Carlo Licata e Salvo Diana.

Si chiude con questo 7° incontro – di cui pubblichiamo la registrazione – un’esperienza che coniuga arte e formazione cristiana, alla maniera propria dell’Oratorio che ama la bellezza e cura la vita spirituale. La musica infatti, al pari delle arti visive, trova da sempre dimora nell’Oratorio di San Filippo Neri, quale forma di espressione culturale che comunica ciò in cui crediamo. Il connubio di parole e musica realizzatosi negli incontri, concilia ragione e sentimento, in modo da allietare l’animo senza rinunciare all’intelletto; un pacchetto oggi difficilmente trovabile anche col miglior telecomando, per chi crede in qualcosa di più che le mode del mondo. Con la buona stagione speriamo che in primavera le condizioni consentano la ripresa di questa bella opera di fede e cultura.

 

00:05 Ilenia Z. Ave Maria (Gomez)      04:03 Totò T. Lettera sulla preghiera (Bruno Forte)      07:45 Corrado S.      13:05 Carmelo F. Ricercar primo (D. Gabrielli)      15:10 Gaetano M. Salmi 129 e 120      17:24 Corrado S.      22:05 Salvatore C. Ave Maria (F. Schubert)      24:16   Caterina V. Autobiografia di S. Teresina      27:24 Corrado S.        32:54 Ilenia Z. Dolce sentire (Riz Ortolani)      35:50 Giuseppina T. Diario di S. Faustina      39:04 Corrado S.      43:22 Carlo L. Notturno in Do# min. (F. Chopin)


Audio “Perdonare le offese”

Pubblichiamo la registrazione audio del 5° incontro sulle opere di misericordia spirituale, tenutosi ieri sera in oratorio. Ringraziamo l’accompagnamento di Salvo Diana alla tastiera e i musicisti Benedetto Ciringione che con l’oboe ci ha presentato la fantasia n. 3 di Telemann e la famosa “aria sulla quarta corda”, suo fratello Salvatore partecipe per la seconda volta da solista con la sua chitarra ha eseguito uno studio di Carulli. Con l’auspicio di nuove collaborazioni, abbiamo potuto dare il benvenuto pure al violinista Carmelo Fallea che ha guarnito la musica barocca con la I suite di Bach e poi il classico Mozart. Speriamo di replicare il gradimento del pubblico nel prossimo appuntamento l’ultimo sabato di ottobre, con ancora nuovi volti e musiche.

“Perdonare le offese”

Il perdono è un fondamentale del vivere cristiano insegnato da Gesù nel Vangelo. Inquadrare tale valore tra le opere di misericordia spirituale permette di cogliere la necessaria assistenza che lo Spirito Santo dà alla nostra buona volontà.

Quanto sappiamo amare, tanto sappiamo odiare. Addirittura tua moglie o tuo marito, o il tuo miglior amico, possono diventare il tuo peggior nemico. Noi uomini sappiamo farci veramente del male quando vogliamo. Nella vita possono capitare cose terribili per le quali perdonare non è per nulla facile. Perdonare, spesso, non è una cosa a misura d’uomo. (R. Camillò, “Posseduti dall’amore”, Fede&Cultura 2012, p. 66)

“Consolare gli afflitti”

La quarta opera di misericordia spirituale ci offre la possibilità di riflettere tra l’altro sul tema della sofferenza, esperienza ineluttabile dell’esistenza umana. Letture bibliche e laiche ci aiuteranno a cogliere qual è il senso cristiano per vivere bene la sofferenza e trovare consolazione, sì da tendere alla felicità che troverà il suo pieno compimento solo in quella celeste.

Sia l’uomo che la donna si ritrovano a cercare la felicità e l’appagamento della vita in dinamiche di seduzione, di apparenza, di eterna giovinezza a ogni costo, di rinascite, di ritorni ridicoli a gioventù improbabili, anche quando si è nell’età più classicamente matura della vita, quando si pensa – forse ingenuamente – che un po’ di saggezza dovrebbe pur essere sopraggiunta!

Il mondo è edotto e sedotto dall’effimero e dimentica molto volentieri la realtà dell’uomo, che invece è fatta soprattutto di sofferenza e di dolore. Tutti inseguiamo la felicità.
Ma cos’è la felicità? Come e dove si può attingere la felicità? E come si fa a parlare oggi della vera felicità che scaturisce dall’incontro con Dio a persone che sono state educate dall’infanzia a ricercarla nelle cose precarie e frivole di questo mondo? si è passati dalla felicità trovata nel sacrificio dello spendersi per chi si ama (il coniuge, i figli, i parenti, l’amico), alla presunta felicità scaturita da una fruizione egoistica della vita a scapito di ogni altro affetto, anche il più sacro, che possa in qualche modo ingombrare e infastidire la ricerca del proprio benessere.

(Rocco Camillò, “Posseduti dall’amore”, Fede&Cultura 2012, p. 51)